La melagrana (anche mela granata o balausta) è il frutto del melograno (Punica granatum, la denominazione della pianta deriva dai termini latini malum che significa mela e granatum con semi) , pianta appartenente alla famiglia delle Punicacee (anche Lythracee) e originaria delle zone dell’Asia sudoccidentale. In Asia viene coltivato diffusamente in Armenia, Azerbaijan, Iran, Turchia e in molte altre zone del sud-est asiatico.
La melagrana è un frutto autunnale che matura a partire da ottobre.

Ebrei, egizi, fenici, greci e romani apprezzavano tutti la melagrana e che veniva utilizzato anche per altri fini oltre a quello alimentare, per esempio per ricavare cuoio dalla scorza interna.
Il melograno è diffuso anche nelle aree del Mediterraneo e viene coltivato in Italia e in Spagna; ha uno sviluppo molto lento e può crescere sino a toccare circa sei metri di altezza. Il tronco è caratterizzato da una corteccia dal colore grigio-rossastro e da un apparato radicale particolarmente sviluppato. Le foglie sono strette e allungate, lucide, larghe circa 2 cm e lunghe dai 4 ai 7 cm; appena spuntate sono di colore rosso, ma in seguito diventano verde brillante; i fiori sbocciano nel periodo tra giugno e agosto e hanno una colorazione che va dal giallo-arancio al giallo-rosso.

Descrizione e caratteristiche
La melagrana è una bacca di notevole consistenza rivestita da una buccia dura e coriacea; la forma è sferica o lievemente allungata; ha un diametro che va dai 5 ai 12 cm circa, nel nostro Paese si conoscono soprattutto le seguenti varietà: Alappia, Dente di Cavallo, Neirana, Profeta Partanna, Racalmuto, Ragana e Selinunte, tutte varietà agrodolci o dolci, indicate per il consumo fresco. La varietà di melagrana più nota è comunque la Wonderful di origine americana, da qualche anno si sta diffondendo anche in Italia, soprattutto in Sicilia e in particolar modo nelle zone di Marsala e di Mazara del Vallo, due comuni della provincia di Trapani.

Alla melagrana, in particolar modo in questi ultimi anni, sono state attribuite moltissime proprietà benefiche. Tali proprietà deriverebbero dalla presenza di varie sostanze (acido ellagico, acido gallico, fitosteroli, luteolina, quercetina, tannini, sali minerali, vitamine ecc.) che donerebbero al frutto proprietà antiossidanti, antitumorali, ipotensive, antiarteriosclerotiche, antibatteriche, lassative, diuretiche ecc.
Come spesso accade c’è molta esagerazione e superficialità quando si propongono le virtù di questa o quella pianta o dei suoi frutti. Bisogna infatti tenere conto che i vari studi effettuati, che sembrerebbero mostrare alcune delle importanti proprietà citate poco prima (antitumorali e antiarteriosclerotiche), non sono certo su campioni vasti e riguardano soltanto alcune tipologie di tumore; inoltre la riduzione della placca ateromatosa è tutta da dimostrare.

È bene poi non dimenticare due cose: la prima è che l’acido ellagico, il principale principio attivo contenuto nella melagrana, si trova nella buccia (che non viene consumata) e la seconda è che i quantitativi impiegati nelle ricerche equivalgono a una quantità di frutta decisamente improponibile in una normale alimentazione; in fondo è uno dei tanti esempi di fallimento quantitativo, come nel caso del resveratrolo, una sostanza antiossidante (teoricamente) contenuta nel vino: per assumerne quotidianamente 50 mg si dovrebbero bere parecchi litri di vino al giorno.

L’acido ellagico è, come detto, il principale principio attivo contenuto nella melagrana (in particolar modo nella buccia); lo si trova anche, seppure in minore concentrazione, in diversi altri frutti (fragola, lampone e uva rossa); è una sostanza appartenente alla categoria dei polifenoli. All’acido ellagico vengono attribuite varie proprietà, tra le quali quella antiossidante (ci preme ricordare qui che il ruolo degli antiossidanti è stato ultimamente abbastanza ridimensionato) e quella antitumorale.

Alcuni lavori sperimentali gli attribuiscono anche proprietà cardioprotettive e antiaritmogene. Si tratta comunque, ed è importante tenerne debito conto, di dati preliminari che sono stati ottenuti negli animali e che ancora non sono stati confermati da studi clinici controllati.

Appare quindi prematuro e decisamente ottimistico dipingere l’acido ellagico come una soluzione interessante per il trattamento di patologie importanti quali le malattie cardiache o i tumori.

100 g di melagrana (parte edibile) apportano 63 Calorie ripartite come segue:

  • 94% carboidrati
  • 3% proteine
  • 3% lipidi

Nella Tabella di composizione  è possibile visualizzare nel dettaglio le sostanze contenute nella melagrana.

Possibili benefici e controindicazioni del melograno
La melagrana è dunque una buona fonte di fibre solubili e insolubili, utili per una buona digestione e per proteggere la salute dell’intestino. Al frutto del melograno sono inoltre associati benefici in termini di riduzione del peso, di controllo del colesterolo, di miglioramento delle difese immunitarie e della circolazione e di protezione dai tumori (in particolare da quello alla prostata e dai linfomi). Il suo consumo regolare è stato inoltre associato a benefici contro l’iperplasia prostatica benigna e il diabete. L’assunzione di ellagitannini come la granatina B e la punicalagina presenti nel succo di melagrana può ridurre il rischio cardiovascolare contrastando l’azione dei radicali liberi.

La melagrana può scatenare reazioni allergiche e potrebbe essere controindicata in caso di interventi chirurgici programmati nelle due settimane successive.

Quando non mangiare il melograno
La melagrana può interferire con la carbamazepina, con i farmaci metabolizzati dal citocromo P450 2C9, 2D6 e 3A4, con gli ACE inibitori, con gli antipertensivi, con rosuvastatina, la tolbutamide e il warfarin.

Le informazioni rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Fonti: Albanesi.it
  Humanitas research hospital
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