La vitamina D è fondamentale per il nostro organismo, aiuta a prevenire molte patologie e fa perdere peso.
La vitamina D brucia i grassi e fa perdere peso
La vitamina D è utile non solo per le ossa come molti pensano ma è fondamentale per il nostro organismo, aiuta a prevenire molte patologie e fa perdere peso, ha una forte azione dimagrante e brucia i grassi in eccesso.
Sulle molteplici proprietà della vitamina D si è discusso al Congresso mondiale sull’osteoporosi tenutosi a Firenze dal 23 al 26 marzo 2017. Durante il World Congress On Osteoporosism Osteoarthritis and musculosketal diseades, hanno evidenziato che la vitamina D ha un ruolo importante per le patologie extrascheletriche come ictus, infarti, malattie autoimmuni e obesità. “Dall’analisi della letteratura scientifica sono emersi dati estremamente interessanti sul ruolo della carenza di vitamina D nello sviluppo e nella prognosi di alcune neoplasie – ha dichiarato il Professor Francesco Bertoldo, Responsabile della Struttura Funzionale Malattie del Metabolismo Scheletrico e Minerale.
Cos’è la vitamina D?
La vitamina D, che in realtà è un ormone, è formata da un gruppo vitaminico di 5 pro-ormoni inattivi (D1-D2-D3-D4-D5) che si attivano alla luce del sole. La vitamina D è associata al calcio ed è fondamentale per rinforzare le ossa ma non solo, è essenziale per regolare tutto l’organismo. Ha effetto sulla longevità, chi ha alte dosi di vitamina D vive più a lungo, essa è determinante per il corretto funzionamento del sistema cardiocircolatorio proteggendo cuore e cervello da infarti ed ictus, inoltre è utile per aumentare le difese del sistema immunitario abbassando il rischio di ammalarsi di malattie autoimmuni come tiroiditi o psoriasi. Aiuta a prevenire patologie gravi come il cancro ed è essenziale per il sistema nervoso diminuendo ansia e depressione.
La vitamina D fa dimagrire.
Negli ultimi anni molti studi scientifici hanno evidenziato che la vitamina D ha un effetto positivo su tutto l’organismo ma soprattutto è emerso che ha un alto potere dimagrante. In effetti dai risultati di queste ricerche si evince che il rapporto tra massa grassa e massa magra è bilanciato nei soggetti che hanno alte dosi di vitamina nel sangue. Questi soggetti risultano normopeso e non tendono ad ingrassare mentre chi è in sovrappeso e obeso ha nel sangue dei bassissimi valori di vitamina D. Questa vitamina aiuta a perdere peso perché stimola la leptina, un particolare ormone che riduce la fame e aumenta il senso di sazietà. Inoltre riduce la formazione di molecole proteiche come le chitochine, responsabili della formazione del grasso soprattutto addominale. Infine questa vitamina importante regola l’assetto ormonale e aiuta il sistema nervoso, aiutando così l’organismo a bruciare più grassi ed essere più rilassati.
Quali sono i sintomi di carenza di vitamina D e come si misura?
Nella società moderna la maggior parte della popolazione è carente di vitamina D perché si è abituati ormai a stare sempre al chiuso a casa o in ufficio.
Anche l’abbondante uso di creme solari protettive inibisce la produzione di questa vitamina da parte del nostro organismo. Per poter controllare un’eventuale carenza basta fare una semplice analisi del sangue in qualsiasi laboratorio di analisi, è veloce ed economica.
I sintomi di una carenza sono:

• difficoltà a perdere peso
• depressione
• stanchezza
• problemi alle ossa
• testa che suda
• problemi intestinali
• steatosi o fegato grasso
• ansia e attacchi di panico
• capelli e unghia fragili
• debolezza muscolare

Dove si trova la vitamina D?
La vitamina D è sintetizzata dal nostro organismo attraverso l’esposizione alla luce solare. Per avere buoni livelli di questa vitamina basterebbe stare al sole 15/20 minuti al giorno per quasi tutto l’anno, durante le ore più calde con braccia, schiena e gambe scoperte. E’ possibile anche assumerla tramite alimenti anche se in dosi molto basse e inefficienti. Gli alimenti che contengono vitamina D sono uova, funghi, formaggi ma possiamo trovarla in una quantià accettabile solo nell’olio di fegato di merluzzo. Quando vi è una carenza soprattutto grave è meglio assumerla tramite integratori. Sul mercato esistono anche diversi tipi di integratori di vitamina D da assumere in diversi modi, importante è sempre consultare un medico.
La vitamina D arresta il diabete, iperglicemia, insulino-resistenza e obesità

La vitamina D è un ormone steroideo che influenza praticamente ogni cellula del corpo. Bassi livelli sono legati all’assottigliamento delle ossa, così come danni al cuore, cervello, sistema immunitario, disfunzioni metaboliche e un aumento del rischio di cancro.
Numerosi studi hanno dimostrato che la vitamina D è un fattore fondamentale necessario per la normale secrezione di insulina, e che migliora la sensibilità a questo ormone. L’insulina è un ormone secreto dal pancreas che riveste un ruolo fondamentale nel controllo del peso corporeo, della glicemia e quindi nell’insorgenza del diabete e malattie cardiovascolari.
Gli antipsicotici atipici, come quetiapina, un farmaco per il bipolarismo, possono aumentare il rischio di iperglicemia e diabete. La ricerca suggerisce che la vitamina D3 può contrastare questi effetti.
E’ davvero importante il mantenimento di un livello sano di vitamina D nel corpo e ad esempio, c’è un importante collegamento tra carenza di vitamina D e la resistenza all’insulina e il diabete tipo 1 e diabete di tipo 2.

Una carenza di vitamina D aumenta il rischio di malattie metaboliche
Secondo una recente ricerca pubblicata sulla rivista Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, la carenza di vitamina D influenza il metabolismo del glucosio. In uno studio su 118 persone, quelle con bassi livelli di vitamina D erano più predisposti ad essere obesi, contrarre il diabete di tipo 2, il pre-diabete e sindrome metabolica, indipendentemente dal loro peso.
Non è la prima volta che è stato dimostrato che la vitamina D gioca un ruolo nel diabete. Uno studio del 2014 ha scoperto che la vitamina D e la supplementazione di calcio, in combinazione con l’esercizio fisico, possono impedire al pre-diabete di progredire in un diabete in piena regola. Per ogni aumento di un’unità dei livelli di vitamina D, il rischio di progressione verso il diabete nelle persone con pre-diabete è sceso dell’8% .
Un altro studio pubblicato nel 2013 ha rilevato che nei diabetici di tipo 2 a cui sono state somministrate 50.000 UI di vitamina D3 per via orale a settimana per otto settimane si è evidenziata una significativa riduzione della glicemia a digiuno e di insulina. Altre ricerche mostrate in questo link includono, ma non si limitano, quanto segue:
• Gli studi sugli animali hanno dimostrato che la vitamina D è un fattore fondamentale necessario per la normale secrezione di insulina e che la vitamina D migliora la sensibilità a questo ormone.
• Uno studio che ha coinvolto quasi 5.680 persone con ridotta tolleranza al glucosio ha mostrato che la supplementazione di vitamina D aumenta la sensibilità all’insulina del 54%
• I meccanismi attraverso i quali la vitamina D riduce la resistenza all’insulina sono il suo effetto sul metabolismo del calcio e del fosforo e la regolazione genetica del recettore dell’insulina.

La vitamina D riduce l’iperglicemia causata da statine e antipsicotici
Alcuni farmaci possono aumentare il rischio di disfunzione metabolica.
Le statine possono innescare il diabete indotto da farmaci. Uno studio pubblicato sulla rivista International Journal of Basic & Clinical Pharmacology[8] dimostra che l’assunzione di vitamina D riduce gli effetti avversi sulla glicemia causati dalle statine, i famosi farmaci usati per abbassare il colesterolo.
Gli antipsicotici atipici, come la quetiapina, un farmaco usato per il trattamento del bipolarismo, sono stati collegati a un aumento del rischio di iperglicemia e diabete. Gli antipsicotici atipici sono stati a lungo associati con un aumentato rischio di iperglicemia – che può portare a una nuova insorgenza di diabete, cheto acidosi diabetica, coma e anche la morte. In quest’ultimo caso, la ricerca suggerisce che la vitamina D3 può contrastare questi effetti. Successivi studi sugli animali hanno prodotto risultati simili. I topi a cui era stata data vitamina D e quetiapina avevano livelli di zucchero nel sangue significativamente più bassi rispetto ai topi a cui era stata data solo quetiapina. Secondo l’autore Takuya Nagashima, la vitamina D inibisce l’azione della quetiapina di ridurre un enzima che provoca iperglicemia.

Quanta vitamina D assumere
Il dosaggio consigliato varia tra 4.000 e 10.000 UI al giorno a seconda del proprio livello di salute e dei valori delle analisi. Ho spiegato la questione nell’articolo vitamina D. Come capire il Dosaggio, Fabbisogno giornaliero e quale acquistare.
E’ importante anche cambiare la propria dieta e lo stile di vita, eliminando i carboidrati raffinati e preferendo una dieta proteica ricca di verdure che fa riposare il pancreas. Fare attività fisica all’aperto permette sia una buona ossigenazione che di assorbire la luce solare che permette di produrre naturalmente la vitamina D al contatto dei raggi solari con la pelle.
Rivolgersi al proprio medico se si decide di assumere vitamina D in alte dosi, così che potrà monitorare i livelli di calcio e paratormone e vitamina D a livello sierico.

IMPORTANZA DELLA VITAMINA K2
I farmaci comunemente usati per curare l’osteoporosi sono l’alendronato ed i bifosfonati; questi ultimi presentano, però, lo sfortunato effetto collaterale di aumentare il rischio di fratture.
La medicina convenzionale va, da sempre, dicendo che l’osteoporosi dipende da una mancanza di calcio e, per questo motivo, ne prescrive generose dosi quotidiane.
Ma spesso il calcio, specie se in eccesso, non va a depositarsi nelle ossa bensì nei tessuti molli specie le arterie.
Infatti, il fenomeno dell’aterosclerosi è aggravato da un eccesso di calcio.
La vitamina K2, infatti, attiva una serie di speciali proteine che mobilizzano il calcio, promuove l’osteocalcina che attira il calcio nelle ossa e nei denti e attiva anche un’altra proteina chiamata MPG (Matrix GLA Protein) la quale mobilizza il calcio dai tessuti molli e dalle arterie, luoghi dove questo importante minerale può risultare dannoso.
Petanto la vitamina K2 è la migliore forma di prevenzione atta ad invertire la calcificazione dei tessuti e dei vasi sanguigni in seguito ad aterosclerosi.
La vitamina K2 agisce, pertanto, in sinergia con altre vitamina liposolubili come la vitamina D e la A.
Pare che la maggior parte delle persone soffra per una carenza di questa vitamina e pertanto ciò si ripercuote sulla deficitaria attivazione delle suddette proteine (osteocalcina e MGP) che proteggono ossa, vasi cuore e denti.
La vitamina K2 viene prodotta fisiologicamente dai nostri batteri intestinali a partire dalla vitamina K1 contenuta e fornita all’organismo dai vegetali a foglia verde.
Purtroppo la disbiosi intestinale, frequentemente presente, ne altera la produzione rendendola insufficiente.
La vitamina K2 non viene immagazzinata nei tessuti se non in piccole quantità ; se ne ritrova nelle ghiandole salivari, nel pancreas, nel cervello e nello sterno.
Quando c’è un deficit di introduzione della vitamina K1 attraverso una alimentazione incongrua, esso si può ripercuotere anche sulla sintesi della vitamina K2.
Contenuto in vitamina K1 (philloquinone):
– Verdure a foglia verde
– Kiwi
– Oli vegetali

Contenuto in Vitamina K2 (menaquinone):
– Natto (fagioli di soia fermentati)
– Fegato di capra
– Alcuni formaggi
– Tuorlo d’uovo, burro e lardo di animali nutriti con erba.
Il sistema scheletrico è un tessuto dinamico rappresentato dall’equilibrio di 2 tipi di cellule , gli osteoblasti, che sono deputati alla costruzione dell’osso e gli osteoclasti, che favoriscono il rimaneggiamento osseo.
Il calcio, pertanto, non è sufficiente a garantire una buona salute delle ossa.
La vitamina D provvede al suo assorbimento nel sangue dagli alimenti mentre la vitamina K2 provvede all’assorbimento del calcio nelle ossa.
Il calcio in eccesso, se non utilizzato, tende a depositarsi nei tessuti molli, comprese le arterie, dove contribuisce a formare la placca aterosclerotica e la vitamina K2 lo toglie dai tessuti molli per convogliarlo nelle ossa.
Per questo motivo tale vitamina è molto importante soprattutto in coloro che hanno una carente attività fisica e nei soggetti che assumono alte dosi di vitamina D a scopo terapeutico con assorbimento di grosse quantità di calcio e successiva corretta mobilizzazione dello stesso.

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