Quasi ogni giorno facciamo la spesa e ogni giorno gustiamo i cibi che abbiamo preparato.
Quali sono le linee guida che seguiamo quando ci accingiamo a comprare qualche alimento? Senza dubbio l’impatto economico è uno dei punti cardine della nostra spesa ma forse ci limitiamo al risparmio pensato sul breve periodo. Abbiamo mai pensato che un’alimentazione sana ci fa star meglio in salute, ci fa sentire più energici e il nostro organismo corre minori rischi di incorrere in problemi?
Se continuiamo ad alimentarci con prodotti altamente industrializzati, raffinati e addizionati con componenti non proprio naturali, il rischio di ammalarci aumenta drasticamente. Non è forse questo un costo? Farmaci, esami clinici, terapie, la nostra mancanza di energie che ci mettono fuori gioco.

Se imparassimo ad avere un po’ più di consapevolezza rispetto a quello che acquistano e mangiano ogni giorno, senza dare per scontato luoghi comuni, pubblicità più o meno ingannevoli, allora forse riusciremmo a non dipendere più da prodotti chimici che nella maggior parte dei casi leniscono gli effetti ma non agiscono sulle cause dei nostri acciacchi.
In questo articolo affrontiamo l’argomento farine.
Quante farine troviamo in commercio? Farine 00, farine 0 e poi farine 1, 2 fino alle integrali e ora vediamo di capire le differenze:

Farina 00: è la più raffinata, ottenuta dalla macinazione del chicco di grano a cui vengono tolte tutte le parti migliori in termini nutrizionale: germe (ricco di vitamine, sali minerali e aminoacidi) e crusca (ricca di fibre). In pratica rimane solo l’amido, ovvero carboidrati semplici ricchi di zuccheri.Fare uso di farina 00 non fornisce quasi nulla al nostro organismo ma, al contrario contribuisce all’innalzamento della glicemia.

Farina 0: questo tipo è un po’ meno raffinata della precedente ma che ugualmente ha perso gran parte dei suoi principi nutritivi, contiene comunque una piccola percentuale di crusca.

Farina 1: meno raffinata delle due precedenti, possiede una maggiore quantità di crusca.

Farina 2: conosciuta anche come farina semi-integrale. Mantiene buone caratteristiche nutrizionali ed è più facile da utilizzare rispetto alla farina integrale. E’ un buon compromesso per chi non vuole passare direttamente all’integrale.

Farina integrale: in assoluto la migliore, soprattutto se macinata a pietra e quindi senza subire surriscaldamento che potrebbe alterare i principi nutritivi. Questa è la vera farina, quella che si utilizzava anticamente prima che si scoprisse come l’estrema raffinazione portasse ad un farina più sottile che dava un pane più bianco e morbido. La farina integrale contiene tutte le parti del chicco ed è per questo un alimento completo.

Purtroppo i nostri palati ormai si sono abituati (o meglio assuefatti) ai sapori raffinati industrialmente. Non è facile tornare indietro ma si può! La decrescita auspicata anche da molti economisti, ci può condurre a scoprire piaceri e sapori dimenticati ma soprattutto ci offre la possibilità di tornare a vivere meglio.
Torniamo in cucina e impariamo a sperimentare, inizialmente almeno, una miscela tra farine per fare pane e pasta in casa. Buona cosa è poi imparare ad utilizzare, a seconda di quello che si vuole preparare, farine di altro genere: riso, mais, grano saraceno, grano duro, orzo, miglio, ecc.

Valori nutrizionali medi delle farine (riferiti a 100 gr di prodotto)

Tipo
kcal / kj
Da Carboidrati
kcal
Da grassi
kcal
Da proteine
kcal
Da alcool
kcal
Farina di grano tipo 00
340 / 1423
289,7 (85,21%)
6,3 (1,85%)
44,0 (12,94%)
0,0 (0%)
Farina di grano tipo 0
341 / 1426
286,0 (83,87%)
9,0 (2,64%)
46,0 (13,49%)
0,0 (0%)
Farina di grano integrale
319 / 1334
254,3 (79,72%)
17,1 (5,36%)
47,6 (14,92%)
0,0 (0%)
Farina di grano duro
314 / 1313
237,2 (75,54%)
25,2 (8,03%)
51,6 (16,43%)
0,0 (0%)

 

Fonti: GreenMe, Mypersonaltrainer

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