Segni particolari
Nel linguaggio comune, quando si parla di peperoncino ci si riferisce al frutto piccante prodotto da alcune piante del Genere Capsicum (Famiglia Solanacee).

Solo alcune varietà e incroci appartenenti a cinque specie producono peperoncini piccanti, rispettivamente: C. Annuum, C. baccatum, C. Chinense, C. frutescens e C. pubescens. E’ curioso notare come le stesse specie diano origine a cultivar e frutti molto diversi tra di loro; oltre che per la piccantezza, i vari tipi di bacca si possono differenziare per:

  • forma;
  • dimensioni;
  • colore;
  • sapore e aroma.

Famosi per la loro piccantezza sono ad esempio gli habanero (Capsicum chinense) e i Naga morich (Capsicum frutescens), la cui forma è più vicina a quella di un classico peperone dolce in miniatura.
Nota: i comunissimi peperoni dolci appartengono alla specie C. Annuum.

Descrizione botanica del peperoncino
È un arboscello perenne che raggiunge mediamente 100 cm di altezza di origine sudamericana. Produce foglie verdi e fiori bianchi (5-7 petali), dai quali si sviluppano le bacche indeiscenti ricche di semi. Nei luoghi di origine ha un ciclo riproduttivo perenne, mentre nei climi più rigidi (come in Italia) è annuale.
Inizialmente verdi, con la maturazione i frutti del peperoncino crescono, assumono una forma caratteristica e possono arricchirsi o meno di carotenoidi (come la capsantina), cambiando totalmente di colore.
In base alla tipologia di peperoncino, il colore delle bacche mature può essere verde, rosso, giallo, arancione, viola, marrone e quasi nero. La dimensione è compresa tra 2 e 10 cm o più.
La forma può variare da: a corno, sferica, a cubo ecc. Cambiano anche l’aroma, il sapore e la piccantezza.

Caratteristiche nutrizionali del peperoncino
Il peperoncino è un alimento che rientra nel VI e VII gruppo fondamentale degli alimenti. Si tratta di un ortaggio utilizzato prevalentemente come spezia, fresco o secco. In altri paesi, ad esempio in Centro e Sud America, grazie all’abitudine per il gusto piccante, ogni giorno vengono mangiate grandi quantità di peperoncino.

Il peperoncino ha un apporto energetico moderato, fornito principalmente dai carboidrati (fruttosio); le proteine sono molto scarse, così come i lipidi.
E’ privo di colesterolo e contiene un buona percentuale di fibra alimentare.
Il peperoncino maturo è particolarmente ricco di vitamine; rilevante è soprattutto il contenuto in acido ascorbico (229 mg di vitamina C per 100 grammi di frutto fresco).
Da sottolineare anche la generosa presenza di carotenoidi (precursori della vitamina A) e una discreta concentrazione di niacina (o vitamina PP).
Buono anche l’apporto di sali minerali, soprattutto di potassio; meno interessanti ma degni di nota i livelli di calcio e fosforo.
Questo variopinto insieme di princìpi nutritivi (ad eccezione della vitamina C), si concentra ulteriormente nel peperoncino spezia, quindi nel frutto essiccato ed eventualmente ridotto in polvere; allo stesso modo si rafforza anche il sapore piccante con cui ogni giorno viene dato un po’ di brio ai piatti più scialbi.

Controindicazioni dietetiche
Il peperoncino non si presta ai regimi nutrizionali per la cura delle patologie esofagee, gastriche e intestinali. Si consiglia di fare particolare attenzione in caso di acidità di stomaco, malattia da reflusso gastroesofageo, gastrite, ulcera, colon irritabile, emorroidi e ragadi anali.

Nonostante in questi casi sia tradizionalmente controindicato, alcuni studi clinici suggeriscono come l’uso costante di peperoncino possa prevenire alcune di queste patologie (in particolare l’ulcera gastrica e quella duodenale); d’altro canto, in fase acuta è comunque buona norma eliminarlo dalla dieta.
Il peperoncino non ha ripercussioni negative nel trattamento del sovrappeso e delle patologie metaboliche.
La porzione media di peperoncino utilizzato come verdura, dando per scontata la tolleranza alla capsaicina, equivale a quella dei peperoni dolci, ovvero 100-200 g.

Peperoncino/peperone
Valori nutrizionali per 100 g
Energia 20 kcal
Carboidrati totali 4,64 g
Amido – g
Zuccheri semplici 2,4 g
Fibre 1,7 g
Grassi 0,17 g
Saturi – g
Monoinsaturi – g
Polinsaturi – g
Proteine 0,86 g
Acqua – g
Vitamine
Vitamina A equivalente 18,0 μg 2 %
Beta-carotene – μg – %
Luteina Zexantina – μg
Vitamina A – IU
Tiamina o B1 0,057 mg 5 %
Riboflavina o B2 0,028 mg 2 %
Niacina o PP o B3 0,480 mg 3 %
Acido pantotenico o B5 – mg – %
Piridossina o B6 0,224 mg 16 %
Folati 10,0 μg 3 %
Colina – mg – %
Acido Ascorbico o C 80,4 μg >100 %
Vitamina D – μg – %
Alfa-tocoferolo o E 0,37 mg 2 %
Vit. K 7,4 μg 7 %
Minerali
Calcio 10,0 mg 1 %
Ferro 0,34 mg 3 %
Magnesio 10,0 mg 3 %
Manganese – mg – %
Fosforo 20,0 mg 3 %
Potassio 175,0 mg 3 %
Sodio 3,0 mg 3 %
Zinco 0,13 mg 2 %
Fluoruro – μg – %

Percentuali riferite a: “US recommendations” per gli adulti.
Fonte: “USDA Nutrient Database”

Proprietà della capsaicina
Nel peperoncino ritroviamo una sostanza dotata di interessanti attività fitoterapeutiche; stiamo parlando della capsaicina, la stessa molecola responsabile del suo sapore violento e piccante (presente tra l’altro anche nella paprika, essendo ricavata dal peperoncino).

  • La capsaicina, che si concentra nei frutti e nei semi del frutto, è nota per le sue proprietà:
  • Rubefacenti (se applicata sulla cute induce vasodilatazione con effetto congestionante transitorio)
  • Digestive (aumenta la secrezione di saliva e succhi gastrici)
  • Antiossidanti
  • Antibatteriche.

Nota: non tutti gli effetti ipotetici del peperoncino e della capsaicina sono stati dimostrati.

Peperoncino e digestione
Come anticipato, il peperoncino è ampiamente utilizzato ad uso interno per vari problemi di digestione; ad esempio nella dispepsia, nella disfagia, nell’eccesso di gas intestinali, per la diarrea e per i crampi addominali. Tuttavia, questi effetti non sembrano avere un riscontro scientificamente misurabile.

Peperoncino e sistema cardiovascolare
Il peperoncino, grazie al suo contenuto in antiossidanti e capsaicina (vasodilatatore), viene anche usato per certi disagi cardiovascolari, tra cui soprattutto la scarsa circolazione, il colesterolo alto e la prevenzione generale delle malattie cardiache.

Peperoncino antidolorifico
Ad uso topico, il peperoncino è utilizzato nella medicina popolare contro il mal di denti e il dolore al seno e alle articolazioni.
Gli effetti antidolorifici locali del peperoncino sono ampiamente dimostrati (e approvati dalla Food and Drug Administration – FDA) nel trattamento di: artrite reumatoide, osteoartrite, psoriasi, fuoco di Sant’Antonio e neuropatia diabetica. Il suo effetto non è stato dimostrato nei dolori nervosi in presenza di HIV.
E’ possibile che la capsaicina sia efficace anche contro la fibromialgia e i sintomi da prurigo nodularis. Assunta per via nasale, la capsaicina esercita un effetto benefico su certe forme di emicrania.
Infatti, oltre all’effetto rubefacente, la capsaicina possiede anche un effetto dapprima dolorifico (da cui il caratteristico bruciore), poi analgesico; ciò ne giustifica l’impiego in pomate dedicate soprattutto al trattamento del mal di schiena, specie se di natura muscolare (una contrattura si avvantaggia anche dell’effetto rubefacente).

Effetti collaterali del peperoncino e della capsaicina
Applicate sulla pelle, le lozioni e le creme medicinali contenenti estratto di peperoncino sono considerate probabilmente sicure per la maggior parte degli adulti.
Gli effetti collaterali del peperoncino possono includere: irritazione cutanea, bruciore e prurito. La capsaicina può anche essere estremamente irritante per gli occhi, il naso e la gola.
Preso per bocca, a breve termine e in quantità tipicamente riscontrate negli alimenti, l’estratto di peperoncino è probabilmente sicuro per la maggior parte degli adulti. Gli effetti collaterali possono includere irritazione dello stomaco, sudorazione e colatura del naso.
In rari casi, l’assunzione di grosse quantità e per lunghi periodi di peperoncino può portare ad effetti collaterali gravi, come il danneggiamento del fegato o dei rene.
L’estratto di peperoncino è probabilmente sicuro anche per via nasale. Non sono stati riportati effetti collaterali gravi, ma l’applicazione può essere molto dolorosa e causare: bruciore, starnuti, lacrimazione e naso che cola. Questi effetti tendono a diminuire e scomparire dopo 5 o più giorni di uso ripetuto.
Si raccomanda cautela in gravidanza e allattamento. Quando le madri consumano ordinariamente cibi pesantemente speziati con peperoncino possono comparire lievi forme dermatitiche sul lattante.
Evitare la somministrazione nei bambini e sulla pelle danneggiata.
Interrompere l’assunzione di prodotti a base di capsaicina almeno 2 settimane prima di un intervento chirurgico.

Interazioni farmacologiche del peperoncino e della capsaicina
E’ nota l’interazione tra capsaicina e cocaina; il peperoncino sembra aumentare gli effetti collaterali della droga stupefacente.
Inoltre, il peperoncino potrebbe diminuire la coagulazione del sangue e se ne sconsiglia l’associazione con farmaci che hanno lo stesso effetto come: aspirina, clopidogrel, diclofenac, ibuprofene, naproxene, dalteparina, enoxaparina, eparina, warfarin ecc.
La capsaicina può aumentare la tosse provocata dai farmaci antipertensivi.

 

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Fonte: MyPersonalTrainer

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