Tè e  tisane: un po’ di storia
Secondo la mitologia cinese è stato il grande maestro e sovrano Shen Nong a scoprire il tè: seduto sotto una pianta, Shen Nong stava facendo bollire dell’acqua per disintossicarsi e purificare il suo organismo, quando all’improvviso, un colpo di vento, fece staccare alcune foglie della pianta, che andarono a finire nella tazza del maestro. Il preparato aveva un tale profumo e un aroma così invitante che il sovrano non poté fare a meno di assaggiarne un sorso, scoprendone le virtù rinvigorenti. Da quel giorno ordinò di coltivare centinaia di quelle piante per tutti i suoi sudditi.

Secondo i buddhisti invece, il tè è stato scoperto dal monaco indiano Bodhidharma, un giorno che, nell’atto di punirsi per essersi addormentato durante la meditazione, si asportò e lasciò cadere a terra le palpebre, da cui magicamente nacquero due piantine di tè, dono mandato dagli dei per andare in aiuto ai monaci intenti a meditare.

L’origine delle tisane risale all’antichità: in epoca greco-romana, le persone erano già solite conoscere e utilizzare le virtù benefiche di certe piante, che venivano messe in infusione in acqua calda o fredda oppure grazie all’aiuto di compresse per sfruttarne al meglio le proprietà.

È durante il Medioevo che le preparazioni delle tisane diventano via via sempre più sofisticate, essendo anche il principale apporto farmaceutico, spesso segretamente dispensato da streghe e fattucchiere, disponibile per la medicina del tempo.

I tè incontrano le tisane allorchè i cinesi, che apprezzavano le virtù benefiche delle piante, non esitavano a scambiare le loro foglie più preziose di tè con le tisane dei visitatori occidentali.

I tè e le tisane: quanti ce ne sono al mondo?
Se il numero di combinazioni esistenti tra le piante per fare le tisane è pressoché infinito e dipende dalla parte del mondo in cui ci si trova, catalogare i tè è impresa un po’ più semplice.

Al mondo esistono infatti sei principali tipi di tè, tutti facenti parte della stessa famiglia, la Camelia Sinensis o Assamica, una pianta legnosa coltivata principalmente in Cina, India, Sri Lanka, Giappone e Kenya, esportata poi in tutto il mondo.

I sei tipi di tè sono: tè nero, tè verde, tè bianco, tè Oolong, tè giallo, tè Pu’er o tè postfermentato.

Un buon consiglio per iniziare a studiare in un ottica mondiale le tisane e i tè che possiamo avere a disposizione è procurarsi delle efficaci letture sul tema, come, per esempio, il libro Tè infusi e tisane dal mondo, che racconta i segreti delle varietà di tè e d’infusi particolari, con un compendio di ricette per prepararli.

I tè e le tisane: c’è differenza?
Le tisane rappresentano una miscela di due o più piante, alcune delle quali sono piante base per i principi attivi che contengono e per le proprietà che apportano (digestive, rilassanti, diuretiche, dimagranti, lassative, drenanti, disintossicanti e così via), le altre sono coadiuvanti piuttosto neutre e danno il sapore al preparato.

Le tisane si preparano facendo bollire dell’acqua e lasciando in infusione per il tempo consigliato; si possono consumare sia subito che anche dopo diverse ore, fredde, durante la giornata.

I tè sono piante di una stessa famiglia, hanno proprietà eccitanti e benefiche a seconda della tipologia, tutti i tè contengono infatti teina o caffeina, tranne il tè rosso Rooibos, per esempio, che è impropriamente chiamato tè, in quanto proviene da un’altra famiglia, quella delle leguminacee.

Il tè, una volta preparato bollendo l’acqua e lasciando in infusione pochi minuti, a seconda di gusti e tipologia, è preferibile consumarlo subito, in quanto il gusto potrebbe essere alterato.

Ogni tipo di tè ha le sue caratteristiche e peculiarità: ecco ottimi consigli di letture e libri in grado di illuminarvi riguardo le caratteristiche delle varie tipologie di tè e la loro origine.

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